Arbitri, l’Aia ammette l’errore in Inter-Atalanta. Ma Gravina avverte: “Clima insopportabile, rifletteremo su Open Var”

MILANO – L’ultimo turno di Serie A, giunto alla sua 29ª giornata, lascia dietro di sé una scia di veleni e recriminazioni, culminate nella consueta e attesissima “interpretazione autentica” dei vertici arbitrali. Durante l’ultima puntata di ‘Open Var’ (il format di Dazn, Figc e Aia in collaborazione con la Lega Serie A), il componente della CAN Dino Tommasi ha fatto chiarezza sugli episodi più spinosi del weekend, ammettendo un grave errore a San Siro, ma difendendo l’operato dei direttori di gara sugli altri campi. Un livello di tensione mediatica che ha spinto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a mettere in discussione l’esistenza stessa del format televisivo per il futuro.

Il mea culpa su Inter-Atalanta Il caso principale che ha infiammato le polemiche riguarda l’1-1 di San Siro tra Inter e Atalanta. Tommasi ha confermato senza mezzi termini che il contatto in area nerazzurra tra Scalvini e Frattesi era da sanzionare. “Frattesi anticipa Scalvini, resta nella possibilità di giocare il pallone e subisce un calcio: questo è rigore per dinamica”, ha spiegato il portavoce arbitrale. L’arbitro Manganiello, probabilmente coperto dai corpi dei giocatori, non è riuscito a valutare l’entità del colpo, ma l’errore grave è da imputare alla tecnologia: “La sala Var avalla velocemente la scelta dell’arbitro, ma avrebbe dovuto intervenire con una on field review doverosa”. Sempre nello stesso match, l’Aia ha invece giudicato regolare il contatto tra Sulemana e Dumfries che ha preceduto il gol di Krstovic (“non c’è spinta, la mano è appena appoggiata, il contatto in caduta non è falloso”) ed è stato ritenuto netto il successivo fallo di Dumfries su Ederson.

Como-Roma e l’annullamento in casa Juve: le scelte corrette Assolto in pieno l’arbitro Massa per il discusso cartellino rosso sventolato a Wesley in Como-Roma. Il Var ha verificato che non vi fosse un caso di mistaken identity (lo scambio di persona su cui la Roma ha invano basato il suo ricorso al giudice sportivo per cancellare la squalifica). Essendoci stato un chiaro contatto tra il ginocchio di Wesley e la gamba destra di Diao che ha interrotto una promettente azione d’attacco (SPA), l’Aia conferma che “nel momento in cui l’arbitro fischia è automatico il secondo giallo”. Corretta anche la decisione di Mariani, supportato dal Var, di annullare la rete dello juventino Conceiçao a causa della posizione di Koopmeiners (episodio che ha scatenato le proteste di mister Spalletti). L’olandese, seppur non toccando il pallone, si trovava all’interno dell’area davanti al portiere e ha fatto un movimento per togliere la gamba: un atteggiamento che per il regolamento “impatta sull’azione” e rende attiva e punibile la posizione di fuorigioco.

Il Giudice Sportivo e l’ira di Gravina A margine delle questioni di campo, il Giudice Sportivo ha comminato una giornata di squalifica a Cristian Chivu e al tecnico della Lazio Maurizio Sarri, il quale in conferenza stampa si era difeso affermando di non aver insultato nessuno, ma di aver usato solo “un’espressione forte” in merito al recupero. Due turni di stop, invece, per Durosinmi del Pisa.

Ma la vera notizia di giornata arriva dai vertici federali. Il clima rovente ha scatenato la dura reazione di Gabriele Gravina. Il presidente della Figc ha difeso la classe arbitrale, ricordando che il totale azzeramento degli errori è impossibile e che due sviste su dieci partite sono da considerarsi “fisiologiche”, ma ha puntato il dito contro l’ambiente calcistico: “C’è un clima insopportabile. Quella che era una disponibilità di massima trasparenza, sta diventando una forma di strumentalizzazione. Apriremo con l’Aia una riflessione su pro e contro per la prossima stagione, credo che qualcosa vada rivisto”. Il futuro di Open Var, nato per spegnere le polemiche, sembra ora appeso a un filo.